PENSIERI A CASO - VII
IL RIGETTO DI UN DIO MINORE
 

Mi parli che vivi lontano, lamentando l'esilio, chiarendo le differenze, nutrendomi di distanze. Chiamo nuvole in aiuto lamentando un fastidio al petto,

un travaglio di collegamento alla Francia (?)
 

E la cronista col sorriso demente, sa dove andare a

parare, per non trovare polemiche al già noto stupro

dei beligeranti, con l'aiuto di riformisti-conformisti

o di alpinisti-ambientalisti, non capisco, e forse me ne vanto.
 

Rigetto al mondo le parole che mi da, mischiandole,

a caso, appaio mente, e non coerente, che genera idee,

dei, dio, ideologismi: una organizzazione a delinquere.

Chi sa? Nel lecca-lecca fortunato troverò la felicità.

 
Ho una sorta di gratificazione, finito il tuo esame,

a saper che non sto male. Come i poeti, che son guerrieri,
di Nassyria le volontarie,
militari in missione della ragione, monaci che con il mitra della fede, conquistano la democrazia a rumor di Metal e poi urla strazianti - sangue - pianto .

 
A
res perfido, stupido fall' eretto, mi vergogno per te.

Se solo tu avessi 60 anni in più... Come Sharon,

che senza l'antagonista, ora  riflette final-mente,

si riflette nello specchio di quel che è: niente...

Fankuz!

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